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Cosa stavo pensando mentre disegnavo?

Quando intendavo a disegnarlo, ho immaginato da tanto tempo.Il tema della mostra biennale di Firenze è Leonardo, quindi ho iniziato a leggere ed ammirare i lavori di Leonardo.Mi sono scioccato dalla sua intelligenza e mi piace tanto il suo capolavoro De divina proportione. L'ho reinventato e ho riempito i colori che mi piacciono.Nel disegno, ho provato a descrivere la storia della mia vita.
Qui volevo parlare un po' di mio stesso,quando ero al liceo artistico in Cina, mi dicevano tutti che l'italia è il paradiso per l'arte, per chi ha la consapevolezza artistica.E poi ho fatto un viaggio in Italia, era l'estate del 2017.Mi piacevano tanto i paesaggi italiani e i musei. Quindi dopo sono tornato in Cina, un sogno di studiare in Italia è già cresciuto.
L'anno successivo sono venuto in Italia di nuovo,studiavo la lingua e la curltura,mi sono stato molto bene non come gli altri compagni qualcuno ha già lasciato l'italia.Durante studiavo, sono invitato dall’associazione cinese di Perugia di partecipare la mostra biennale,da cui è cresciuto il mio disegno.

La storia del De divina proportione.

Il De divina proportione è un celebre trattato, opera del frate francescano e matematico Luca Pacioli (Borgo San Se­polcro 1445 ca – Venezia 1514 o 1517), di cui oggi restano solo due copie manoscritte: una conservata nella Bibliothèque Publique et Universitaire di Ginevra e quella della Biblioteca Ambrosiana, ritenuta la migliore.
Come suggerisce  il titolo, il tema principale del trattato è lo stu­dio della sezione aurea, per la quale è possibile dividere un segmento (a-b) in due parti diseguali (a-e e c-b) cosicché il segmento intero stia alla parte maggiore come questa sta alla par­te minore (a-b: a-c = a-c: c-b).
Matematici e filosofi greci erano già rimasti affascinati da questa curiosa proporzione, perché  sembrava simulare la perfezione e l’armonia divina.
Alla fine del Quattro­cento Leonardo da Vinci incontrò Luca Pacioli a Milano alla corte di Ludovi­co il Moro. Il frate matema­tico commissionò direttamente al grande maestro fiorentino una serie di tavole con i disegni acquerellati di sessanta solidi costruiti a partire dalla sezione aurea: grazie al gioco della prospettiva e dei colori, ne derivò un’affascinante serie di figure geometriche tutte accomunate dall’idea della perfezione.
Quello qui presentato è un facsmile del famoso trattato, edito dalleditore Dominioni nel 1967, a un prezzo decisamente più conveniente:
In-4 p., cartonato editoriale, 2 trattati in 1 volume. Il primo: 2 c.b., 6 cc.nn., 33 cc.num., 62 tavole di disegni il secondo: 27 cc.num., 25 tavole (di cui 23 rappresentano le lettere dell’alfabeto), 4 cc.nn. Fac-simile dell’edizione stampata a Venezia nel 1509 da P. Paganini nel quale vengono esaminate figure geometriche attribuite a Leonardo ed uno splendido alfabeto, ancora oggi utilizzato nella grafica moderna. Tiratura di 285 esemplari. Allo stato di nuovo.
Dalla presentazione dell’Editore:
“Facsimile anastatico della edizione stampata a Venezia nell’anno 1509 da Paganus Paganinus de Brixia.
Avendo riscontrato nei rari esemplari superstiti manchevolezze e deficienze, con il confronto di più esemplari, siamo riusciti ad integrare l’opera, rendendola completa come doveva essere all’origine.
L’opera risente della scarsa tecnica dell’epoca, ed è quindi soggetta a svarioni ed errori tipografici, dei quali è importante far rilevare che le tavole dei corpi regolari, disegnate da Leonardo da Vinci, sono 59, mentre la numerazione salta da 58 a 61, dando l’impressione che manchino 2 tavole.
L’edizione consta di 285 esemplari numeri e firmati.”